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CIRCOLAZIONE-TRATTORI-EPOCA-IV 2012 puntualizzazioni"






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Collegamenti preferiti


http://giovannimodel.blogspot.com/
E' il BLOG di Giovanni Montanarella (è presente in questo sito nella rubrica "Matti come noi"), ricco di foto e collegamenti interessanti, sul mondo del modellismo e delle macchine a vapore!
(10/01/08)

www.trattorimotori.com
E' il sito di Noci Giosuè (Manerbio - BS), dedicato al modellismo, trattori moderni e soprattutto trattori antichi.
Forse l'unico del genere in Italia, per quantità e qualità di pezzi.Ottimo per piccoli e grandi collezionisti e per regali molto speciali Spero di ricevere qualcosa anch'io in gennaio (anche se qust'anno il clima è mite, gli anni passano inesorabilmente anche per me!)
(18/01/05)

www.trattoridepoca.com
Il sito di Giampaolo Tardioli, noto albergatore di Assisi, merita senz'altro una visita (il sito ed anche l'hotel!).
(30/09/05)

www.trattoridepoca.it
Il sito degli amici di Macerata ( contiene dei bei trattori, complimenti per il restauratissimo Lanz, ve lo invidio!!)
(18/06/05)

www.berri-tractors.it
Il sito della Collezione BERRI (per i meno informati siamo nel regno dei trattori ORSI)
(25/01/05)

http://digilander.libero.it/liguori
sono stato molto indeciso se iserire questi amici in questo elenco oppure nella rubrica "matti come noi".Giudicate voi!
(29/04/04)

www.steyr-epoca.it
Un sito interamente dedicato agli steyr curato personalmente dal giovane amico Francesco Gamba di Bedizzole (BS).
(29/04/04)

http://www.trattoriveci.it
Seguitissima la bacheca degli annunci compro/vendo

Antique Tractors - The Antique Tractor Shed Photos, History and Information
Un sito importante che dà accesso a parecchie informazioni (in inglese)

Amici del trattore d'epoca
Sito organizzato dagli amici del nord-est


Documentazione Varia (A disposizione di chi ne facesse richiesta)

L'ARATRO di G.Gennari (1944)- pag.98 in Italiano
Interessantissimo volumetto che traccia la storia dell'aratro dagli albori fino al primo dopoguerra completa l'opera la seconda parte, un vero trattato di aratura con le spiegazioni di dettaglio dei vari sistemi e modi di aratura. Lo ritengo utilissimo per chi vuol fare l'aratura con mezzi d'epoca, in maniera "culturale", aratura non solo intesa come correre avanti e indietro facendo baccano trainando uno strumento ai più sconosciuto (o per lo meno poco conosciuto!)





Locomobili e Trebbiatrici ing.Leoniero Cei (1919) - pag.450 in Italiano
Manuale Hoepli su Locomobili a vapore e trebbiatrici. Contiene indicazioni sulla teoria del vapore, su particolari costruttivi e sull'utilizzo della locomobili a vapore. La seconda parte è dedicata al funzionamento ed utilizzo delle trebbiatrici.
E' un voluminoso manuale ricco di nozioni teoriche e consigli pratici, secondo me utile a chi vuole utilizzare le vecchie trebbiatrici, e non può contare su qualche "vecchio" del mestiere, indispensabile per i possessori di macchine a vapore, che sono spettacolari nelle manifestazioni ma devonno essere usate con tanto "grano salis"!






Letture consigliate



"Piccola Mia"
Nicola De Biase
Nicola 348-2329886 nicola_debiase@alice.it


Trattrice Fiat 18 la piccola, storia ed evoluzione di un concetto.Il primo volume analizza l'arco temporale dal 1952 al 1958: sei anni duranti i quali è maturato il progetto, sono stati realizzati e sperimentati i prototipi ed è avvenuto il lancio commerciale.Vengono descritti i prototipi, la preserie, il trattore "capostipite" e la prima ventina di derivati (con dati tecnici e volumi di produzione) sugli oltre cento che l'evoluzione del modello iniziale ha prodotto in trent'anni. Primi riferimenti alle numerore Ditte che contribuirono all'esplosione del "fenomeno" piccola: Fratelli Calzolari, Ulisse Bubba, Selene, Miletto e SILMS. Un libro per l'appassionato dei trattori FIAT, per il collezionista, per il restauratore, per il cultore di Storia della Meccanizzazione Agricola e per chiunque voglia capire meglio il passato "agricolo" per progettare il futuro.




“Carioche”
William Dozza
Giunti- Giorgio Nada Editore


La “carioca” fu il mezzo agricolo utilizzato quando il Paese era così povero e malandato da non potersi permettere trattori veri e propri. Gli agricoltori si videro quindi costretti, con l’aiuto dei meccanici di paese, a mettere insieme ciò che si poteva trovare sul mercato del desueto: vecchie automobili, camioncini, autocarri. Tutto quanto aveva un motore e quattro ruote fu sezionato, mescolato e ricucito e le macchine che ne derivarono erano così fantasiosamente assemblate che venne spontaneo chiamarle “carioche”. La loro maggiore diffusione avvenne dal 1936 al 1955 in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Nel 1947 esistevano in Italia circa 7 mila carioche costruite da 150 officine che continuarono a lavorare ancora per alcuni anni affinando il prodotto e rendendolo sempre più simile a un trattore tradizionale. Così cominciarono Lamborghini, Lesa e decine di altri con alterne fortune. Il libro documenta la storia e l’evoluzione di questo fenomeno prettamente italiano illustrando un centinaio di modelli con i relativi costruttori.




"TREBBIATRICI ITALIANE"
Franco Zampicinini
Giunti- Giorgio Nada Editore


Un concentrato di soluzioni tecnologiche ingegnose e al tempo stesso elementari, racchiuse in quella che può essere considerata di buon diritto la macchina simbolo della meccanizzazione agricola. Nata nel Settecento in Scozia, è rimasta, pur con naturali evoluzioni e perfezionamenti, immutata negli schemi funzionali di base sino ai giorni nostri, ereditati dalla mietitrebbia, che ne rappresenta la naturale filiazione. Nella trebbiatura agli aspetti più meramente tecnologici si lega l’evocazione di momenti di grande fatica, ma anche di socializzazione e di festa, per quello che in molte cascine rappresentava il primo e, in molti casi, più importante raccolto dell’annata. Progressivamente sostituita dalla mietitrebbia, che in un solo passaggio sul campo concentra le operazioni di mietitura e trebbiatura, riducendo drasticamente tempi e fatiche, la classica trebbia viene oggi riscoperta nelle tante feste contadine, al centro delle quali vi è la rievocazione della trebbiatura, e costituisce oggetto di collezionismo che vanta un numero di appassionati assai superiore rispetto a quanto si possa immaginare.
La costruzione di macchine per la trebbiatura ha interessato in Italia, tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e gli anni Sessanta del Novecento, circa 300 costruttori: dalle grandi industrie che hanno individuato nelle macchine agricole un’attività complementare alla produzione principale, alle ditte nate come botteghe familiari per la costruzioni di attrezzi agricoli e che ingegno e sapienza dei titolari hanno saputo trasformare in società di rilevanza nazionale, ai tantissimi piccoli artigiani, senza dimenticare inventori a volte dalle idee un po’ fantasiose ed esponenti delle accademie d’agricoltura che hanno svolto un ruolo significativo in questo settore. Grandi e piccoli costruttori, ciascuno dei quali ha dato il proprio contributo a far nascere la moderna agricoltura e la cui opera è degna di essere ricordata.
Nella storia della meccanizzazione agricola dunque, accanto ai trattori, le macchine per la trebbiatura occupano un posto di primo piano e meritevoli di una specifica monografia che rivolgesse la propria attenzione sia agli aspetti storici che tecnologici. Questo libro si occupa non solo delle classiche trebbie da grano, ma anche di tutte le macchine impiegate per separare dal loro involucro le cariossidi di cereali e, per affinità, i semi di leguminose e foraggiere: dunque trebbie speciali per riso, sgusciatrici per semi minuti, sfoglia-sgranatrici per mais, sfavatrici per fave e altri legumi. Sono anche prese in esame tutte le macchine abbinate alle trebbie: presse, elevatori per paglia, grancrivelli ed altre. Di ciascun costruttore vengono tracciate le vicende storiche in generale ed esaminata produzione della macchine per la trebbiatura, accompagnata da una tabella che dettaglia le caratteristiche tecniche delle macchine prodotte. Storia e dati che comprendono tutto quanto è stato possibile acquisire nell’ambito delle ricerche, a fronte di una inevitabile carenza di documentazione, dovuta alla presenza di una miriade di ditte, la maggior parte a carattere artigianale o addirittura familiare, molte rimaste in vita per pochi anni, e alla mancanza di punti di riferimento ufficiali.




“Trattori Classici Esteri in Italia”
William Dozza
Giunti- Giorgio Nada Editore


Dopo i “Testacalda” e i “Classici Italiani”, William Dozza torna ad occuparsi di trattori con un’approfondita indagine sui “Classici Esteri”, quelli cioè giunti in Italia dai primi del Novecento sino al 1955, termine ultimo per considerare il trattore “da collezione e d’epoca”. Grazie a un’indagine condotta attraverso varie fonti e una ricca documentazione, il volume censisce e illustra per la prima volta i mezzi agricoli non costruiti in Italia ma che in Italia hanno lavorato. Unico nel suo genere, il volume approfondisce la storia di 35 costruttori e di 180 modelli, supportati da oltre 250 immagini – molte delle quali a colori – nonché da circa 50 disegni tecnici.


       


“Trattori classici italiani” I DOCUMENTI e DOCUMENTI 2
William Dozza
Giunti- Giorgio Nada Editore


Dopo il volume “Trattori classici italiani”, William Dozza firma “I documenti”, ampia raccolta di materiale pubblicitario d’epoca a colori (cataloghi, depliant, locandine, progetti e disegni), spesso riprodotto nel formato originale, diffuso dalle Case per promuovere le proprie macchine. Attraverso questi rari documenti, mai pubblicati in precedenza, l’opera illustra l’attività di trentasei costruttori che, dagli inizi degli anni Dieci al 1960, hanno prodotto centinaia di mezzi agricoli. La raccolta di questo prezioso materiale è frutto di vent’anni di ricerche, condotte in Italia e all’estero. Un’opera unica dedicata agli storici, ai collezionisti e a tutti gli appassionati di macchine agricole così come a coloro che, per la prima volta, si avvicinano a quest’affascinante mondo.




“Trattori classici italiani”
William Dozza
Giunti- Giorgio Nada Editore


Dopo “Trattori Testacalda italiani”, William Dozza, propone “Trattori classici italiani”, la prima opera a trattare in modo organico la produzione italiana dei trattori agricoli dalle origini, attorno al 1911, sino alla fine del 1955. Nella classificazione dei vari modelli che si sono succeduti in questo lasso di tempo, trovano posto settantasette diversi costruttori di cui vengono narrate le principali vicende tecniche e aziendali. Ne ricordiamo alcuni di questi: Ansaldo, Borello, Bubba, Deganello, Feraboli, Ferrari, Fiat, Gualdi, Italfissore, Italtractor, Lamborghini, Landini, Lombardini, Meroni, Motomeccanica, OM, Oreglia, Orsi, Oto, Righi, Rossi, Same, Savigliano, Slanzi, Vender, etc...... Per ciascuno dei trattori presentati nel volume, documentati sia da rare immagini d’epoca sia da affascinanti scatti contemporanei, il volume offre caratteristiche tecniche, numero d’esemplari costruiti e loro prezzo di vendita sul mercato dell’epoca.




"Trattori testacalda italiani"
William Dozza
Giunti- Giorgio Nada Editore


Un’opera completa e dettagliata sui trattori italiani con motore a “testacalda”, nati storicamente nel 1921 e prodotti fino al 1959, anno in cui venne commercializzato l’ultimo modello. Il volume ripercorre la storia inedita e particolareggiata dei testacalda italiani e dei loro costruttori; un tema pressoché sconosciuto che ancora mancava di un indagine sistematica approfondita. La rassegna di tutti i modelli con le caratteristiche tecniche è preceduta da un’utile introduzione completata da un glossario specialistico per un corretto approccio all’argomento. Le splendide fotografie a colori degli esemplari restaurati fanno da contorno a illustrazioni, schemi e cataloghi d’epoca, per la maggior parte inediti.





"dal 1884 LANDINI"
libro molto interessante completo di dati tecnici, fatto fare appositamente dalla Landini nel 1984 in occasione del centenario.






"La storia della trattrice italiana dalle origini al 1960"

Primo libro scritto da un italiano (in lingua italiana) sulla storia dei costruttori italiani. Frutto di un profondo lavoro di ricerca, non privo di difficoltà, basti pensare che molte ditte non esistono più, e quelle esistenti a volte non hanno un archivio storico decente.





"Storia delle trattrici importate (dal 1900 al 1950)"

Anche questo libro è il frutto della ricerca dello scrittore che cerca di ricostruire la storia delle case estere che iniziarono ad importare trattori nel nostro paese. E' un libro ricco di dati e di immagini che ogni collezionista dovrebbe avere nella sua libreria.



Classificazione trattori d'epoca
Ultimamente mi sono arrivate molte richieste di chiarimento a proposito della definizione o meno di "trattore d'epoca".
Ho deciso di rispondere pubblicamente all'interno del sito poichè penso di fare cosa gradita agli amici appassionati del settore.
Per fare ciò mi è di aiuto la pubblicazione "Regolamento tecnico (preliminare)" emesso dall' ASI, sezione Macchine Agricole & Industriali, emesso in occasione del convegno di AREZZO tenuto il 13/01/02, sotto l'illuminata presidenza del dott.Mino Faralli (noto collezionista di auto e trattori d'epoca).

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L'ASI, in origine Registro AUTO-MOTOCLUB STORICO ITALIANO , è l'Ente nazionale riconosciuto e preposto dallo Stato per la conservazione della motoristica storica, nonché unico delegato per l'Italia dal Comitato Generale della FIVA (Federation Internationale des Vehicules Anciens) all'esercizio dell'Autorità Nazionale (ANF). Anche se la propria dizione è rimasta connotata dai nomi delle auto e delle moto, di fatto comprende nel Registro Storico anche gli UTILITARI, per accogliere l'enorme patrimonio in Italia, della motoristica "utilitaria" istituendo ordinativamente, nell'ambito della " DIVISIONE UTTLITARI", le Commissioni Tecniche CTN VM COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE VEICOLI MILITARI [Avuto riguardo alla destinazione d'uso] CTN MA&I COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE MACCHINE AGRICOLE & INDU- STRIALI o come più comunemente ormai viene chiamata, TRATTORI (Trattore è il termine per antonomasia che raccoglie MOTORI (Stazionari, locomobili e ausiliari) e MACCHINE (Macchine a vapore e locomotive o macchine produttrici di lavoro o servizi in quanto mosse da motore). CTN TC COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE TRASPORTI CIVILI (Camion- autocarri e veicoli atti al trasporto delle merci, autobus, corriere e mini-pulmans...)

LA C.T.N. M.A.& I.
La Commissione Tecnica Nazionale MACCHINE AGRICOLE E INDUSTRIALI costituita di recente, ha origine dalle Commissioni Tecniche Nazionali Auto e Veicoli Militari delle quali assume in parte il regolamento tecnico, adattato alla particolare tipologia dei veicoli dei quali si occupa. E' istituita ai sensi dell' art. 16 dello Statuto dell' ASI, per il più efficace conseguimento degli scopi dell'Ente, nello specifico settore dei Trattori, Motori e Macchine, per preservare l'enorme patrimonio storico (specialmente, ma non limitatamente, industriale e agricolo) che è in Italia. Per "Macchina" non si intende, ovviamente, Automobile, ma prevalentemente Macchina a Vapore ed altri ritrovati dell'ingegno in senso tecnico ed ante-litteram, non riconducibili a "Motore", nonché quei veicoli atipici (macchine,appunto, dotate di motore ausiliario) non appartenenti alla competenza di altre Commissioni Tecniche dell' ASI, il cui impiego nell'agricoltura, artigianato, industria e commercio costituisca importanza per la motoristica storica (ART.1-2 statuto ASI) Ricordato che l'utilizzo del MOTORE può essere STAZIONARIO, LOCOMOBILE o AUSILIARIO, questo ultimo impiego determina macchine d'interesse ai fini della motoristica dell' ASI, nella voce "macchine" di cui trattasi.
I Commissari Tecnici hanno il compito di indirizzare al meglio ed ottimizzare il restauro o la conservazione del patrimonio motoristico valorizzandone ['importanza culturale, storica e sociale del mezzo e l'attenzione e sensibilità dell'ASI (ART.1 statuto), consigliando di preservare, innanzitutto, offrendo consulenza e collaborazione prima e durante il restauro del veicolo il valore storico originario e genuino, a fronte, talora, di possibili disinvolte manomissioni di questo genere di motoristica, perlopiù da lavoro. La CTNT predispone alla firma del Presidente dell'ASI, quelle attestazioni e certificazioni demandate e richieste dalla Legge. La Commissione ha in organico un Presidente, un Vice-Presidente ed un numero di Commissari Tecnici e Consulenti ed Esperti dislocati in varie Regioni, in modo da coprire il territorio nazionale.
Chi volesse magior informazioni riguardo l’Asi nell’ambito dei trattori può contattare direttamente il presidente del C.T.N. M.A.& I. dott.Mino Faralli
e-mail : farallim@tin.it


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Ora, dopo aver fatto pubblicità, agli amici dell’ASI, torniamo a noi.
Per poter rispondere alle domande basi, che di solito si fanno gli appassionati di trattori d’epoca, vi presenterò alcuni articoli del suddetto regolamento.

art.5    CATALOGAZIONE
Possono essere iscritti nei Registri ASI quei veicoli o motori che siano classificabili nelle seguenti “categorie”
[I]   PREISTORICI      fino al 1892
[II]   ANTENATI      fino al 1915
[III]   PIONIERI      fino al 1933
[IV]   VETERANI      fino al 1945
[V]   CLASSICI      fino al 1955
[VI]   POST-CLASSICI     fino al 1970 [fino ad una data precedente di 30 anni dal primo giorno dell'anno corrente] purché in "lista chiusa" predisposta ed aggiornata dalla C T N T.
[VII]   MODERNI comprende motoristica "speciale" costruita da almeno 20 anni e con significati innovativi o storici eccezionali, in "lista chiusa" C T NT ASI.
Secondo una terminologia più "internazionale", la dizione equivalente é :
I.PREHISTORICS
II.ANCESTORS
III.PIONEERS
IV.VETERANS
V.CLASSICS
VI.POST-CLASSICS
VII. MODERNS
Comunque, in sostanza: quattro categorie (Antenati-Pionieri-Veterani-Classici) precedute da una per Vapore e Locomotive (Preistorici) più due per Vintage (Postdassici e Moderni).

art.10    CLASSIFICAZIONE TECNICA
Trattori-Motori-Macchine vengono inseriti, secondo la classificazione tecnica FIVA, con un giudizio generale di constatazione dell'oggetto, in una delle seguenti quattro Classi:
- tipo [A] STANDARD
Veicolo dalle caratteristiche di serie quale consegnato dal costruttore. Per i Trattori dei gruppi di preservazione da 2 a 4, gli allestimenti opzionali, le modifiche minime di abbellimento e gli accessori tipici disponibili sul mercato d'epoca sono accettabili, così come gli equipaggiamenti ed i corredi d'origine.
- tipo [B] MODIFICATO D'EPOCA
Veicolo specificatamente fabbricato o modificato nel suo periodo per una precisa finalità. Tipico nel suo genere e quindi di interesse storico ben determinato. Unicamente a ciò che concerne i gruppi di preservazione da 1 a 4, il fabbricante di tale veicolo è considerato il “costruttore".
- tipo [X]ECCEZIONE
Veicolo standard che ha subito modifiche fuori periodo. Le modifiche introdotte devono rispettare le norme del punto successivo "modifiche" e fare ricorso a parti appropriate al periodo o fabbricate con le stesse caratteristiche (forma, materiali e risultati).
- tipo [C]RIPRODUZIONE
Veicolo costruito fuori della propria epoca, con o senza parti autentiche che imita un modello del periodo. Tale veicolo dovrà essere identificato in modo da indicare chiaramente che si tratta di una riproduzione. Il fabbricante di tale veicolo è considerato come "costruttore" per quanto definito dai gruppi di preservazione come da capoverso che segue. Non potrà essere preso in considerazione se la sua data di fabbricazione non rientra nei criteri FIVA.

art.11    GRUPPI DI PRESERVAZIONE
Nell'ambito di ciascun tipo, dovrà essere indicato uno dei 5 gruppi di "PRESERVAZIONE":
Gruppo[1] - AUTENTICO
Un Trattore come originariamente prodotto, inalterato e poco deteriorato. Completamente originale, comprese le finizioni esterne ed interne; eccezione solo per i pneumatici, le candele, le batterie, marmitta ed altre parti deteriorabili o soggette ad usura.
Gruppo[2] - D'ORIGINE
Un trattore sottoposto a normale impiego, ma mai restaurato, con specifiche originali e una storia continua e in condizioni originali anche se deteriorate. Parti che normalmente si usurano possono essere sostituite con parti rispondenti alle specifiche del periodo. Vernice, trattamenti galvanici e tappezzeria, rimpiazzate nel periodo d'uso, sono permesse.
Gruppo[3] - RESTAURATO
Un Trattore con identità conosciuta, completamente o parzialmente smontato, ricondizionato e rimontato, con solo minime deviazioni dalla specifica del costruttore in caso di indisponibilità di parti o materiali. Ricambi originali del costruttore devono essere usati se disponibili ma possono essere rimpiazzati con altri dalle medesime caratteristiche. Finizione il più vicino possibile alla specifica del periodo.
Gruppo[4] - RICOSTRUITO
Parti di uno o più veicoli dello stesso modello o tipo assemblate in un Trattore-Motore-Macchina il più vicino possibile alle specifiche originali del costruttore. Parti possono essere state fabbricate nel processo di ricostruzione oppure prodotte fuori dal periodo (come carrozzeria, blocco motore, testa cilindri o altre parti non portatrici di identità). Finizione il più vicino possibile alle specifiche del periodo.
Gruppo[5] - RICARROZZATO-COPIA
E' intuitivo di che trattasi. Parti prodotte fuori del periodo, anche con materiali diversi ed il solo fine è quello di evocare l'immagine del veicolo.

art.12    MODIFICHE
Qualsiasi altra modifica , alterazione o cambiamento dovrebbe essere evitato. Se effettuato dovrebbe essere nello spirito del periodo in cui il veicolo era normalmente usato e in modo tale che il veicolo possa essere riconvertito alla condizione originale con il minimo sforzo e costo possibile.Le modifiche, alterazioni e altri cambiamenti dovrebbero in teoria essere limitati a quelli richiesti dall'Autorità per garantire l'uso sicuro del veicolo su strada o diventare necessari perché le parti relative non sono più disponibili o riproducibili a un costo ragionevole.
Tutte le modifiche, alterazioni o cambiamenti devono essere documentati in modo che i futuri proprietari conoscano in che misura il veicolo differisce dalle condizioni originali.
Considerato quindi quanto previsto nei precedenti articoli, sono ammesse quelle modifiche richieste dall'attuale codice della strada, riguardanti particolarmente l'adeguamento dell'impianto elettrico ed il sistema di frenata. Tali modifiche devono essere eseguite in modo tale da poter non ledere l'estetica del trattore, ed è comunque sempre preferibile, ai fini della omologazione ed autenticità storica l'originalità del costruttore.
Per quanto riguarda tutte le altre modifiche, esse devono essere state eseguite solamente nel periodo d'uso del mezzo storico il cui limite massimo è stato stabilito per assimilazione alla FIVA con il compimento del decimo anno dalla data della sua fabbricazione adeguatamente documentate e storicamente e tecnicamente accettabili.
Le modifiche relative ad accessori e componenti possono essere "originali del costruttore" o "originali del tempo" (ditte che costruivano accessori specificatamente per determinate marche e modelli di case costruttrici e miratamente per certe funzioni e produzione di lavoro) e saranno certificabili, sia pur con differente giudizio,purché "appropriate" e "del tempo" e non snaturino l'immagine "tipica" della macchina presa in considerazione. Tutto ciò che invece non è riconducibile ad una originalità, sia pure "del tempo" de-valorizza il giudizio di identità, dandogli adeguata classificazione tecnica.
La certificazione di identità ASI rilasciata ad un Trattore-Motore-Macchina che ha subito modifiche del tempo porterà oltre al nome della fabbrica costruttrice il nome della persona e della ditta che ne ha effettuato le modifiche.

art.15    DATAZIONE
E' determinata dal numero di telaio o altro elemento identificativo riconducibile alla data di produzione, come risulta dai registri di fabbricazione della casa costruttrice. Il criterio di datazione di Trattori-Motori-Macchine, considera la documentazione tecnica fornita dalla Casa Costruttrice ed eventuale documento di prima immatricolazione, ove ricorra.La datazione si riferisce al motore/telaio/oggetto in sé, in esame e non al prototipo o primo esemplare venduto o presentato al grande pubblico.Nel caso che tali documenti siano irreperibili, assumono valore fonti specialistiche di archivio quali musei, biblioteche, centri storici, pubblicità o stampa, ecc.Si chiarisce, comunque, che l'interpretazione di tutti i documenti precedentemente richiamati è di esclusiva competenza della CTNT ASI.
Per gli Utilitari "tipo B: Modificati d'epoca", è necessario indicare la data dell'ultima modifica storicizzata, specialmente quando presentano radicali mutamenti tali da trasformare l'originaria 'imago' e vanno interpretati o come UTILITARI originati da materiale esistente utilizzato per la realizzazione del nuovo utilitario, o come allestimenti coetanei, specifici e mirati per produrre determinato lavoro. Comunque, vanno indicate le due date.

art.16    ECCEZIONE AI CRITERI DI DATAZIONE
La datazione di un mezzo utilitario e da lavoro dovrebbe coincidere quindi con l'anno di fabbricazione del telaio da parte della casa costruttrice, eventualmente integrato dalla data di finizione della carrozzeria, dell'attrezzo globale, delle modifiche o della ricostruzione. Nei casi in cui il mezzo abbia subito modifiche sostanziali nelle parti meccaniche e/o nella carrozzeria o interventi tali da variarne la destinazione e/o le caratteristiche, assieme alla datazione d'origine verrà indicata anche la data ultima di effettuazione delle modifiche stesse.

Veicoli storici: abolito il bollo
Articolo da il "GIORNALE DI BRESCIA" di mercoledi 30 gennaio 2002

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MILANO - Almeno due milioni di proprietari di auto e moto ultraventennali rischiano di pagare un bollo non dovuto. Lo sostiene la Federconsumatori, spiegando come la maggior parte dei proprietari di veicoli «d'epoca» ignorino che per i loro veicoli, sia auto che moto, con più di trent'anni di anzianità, non dovrebbe essere più pagata la tassa di possesso, ovvero l'ex bollo, perché l'articolo 63 della legge 342/00 ne stabilisce l'esenzione in quanto «di particolare interesse storico». In particolare, nell'applicazione della legge, la Giunta regionale della Lombardia ha approvato con la delibera 7290 dell'11 dicembre 2001 (Supplemento ordinario n° 51 del Bollettino Regionale della Lombardia -19 dicembre 2001) l'esenzione automaticamente dalla tassa di possesso tutti i motocicli che abbiano invece compiuto i venti anni d'età - contro invece i trenta previsti dalla legge nazionale - senza il vincolo previsto dalla legge nazionale dell'inserimento del modello negli elenchi dei modelli «storia» compilati da Fmi e Asi. Dunque i lombardia non saranno più tenuti a pagare la tassa di possesso per le loro moto e le auto, quindi pagheranno solo 10,33 euro, a titolo di tassa di circolazione, solo nel caso in cui intendano usare sulla pubblica via i loro veicoli. Come accennato, la legge 342/2000 aveva esentato automaticamente dalla tassa di possesso tutti i veicoli che avessero compiuto il 30° anno d'età, applicando loro una congrua riduzione. Ora la delibera regionale lombarda non solo amplia il range dei veicoli abbassando la soglia a vent'anni, ma introduce anche l'esenzione totale. Nella delibera si esclude l'estensione dell'esenzione ai veicoli utilizzati a scopo professionale. La delibera chiarisce poi che i vent'anni devono essere considerati dalla data di costruzione del veicolo e, per sanare gli eventuali dubbi su modelli «vecchi», ma di recente messa in strada, si specifica che «salvo prova contraria i veicoli... si considerano costruiti nell'anno di prima immatricolazione in Italia o in altro Stato». Nelle altre regioni la situazione appare più complessa: mentre la Fmi ha compilato un elenco dettagliato dei veicoli da esentare, come previsto dalla legge, l'Asi - dettaglia la Federazione delle associazioni dei consumatori - non ha compilato alcun elenco, affidando all'autocertificazione l'attestazione del possesso dei requisiti previsti dalla legge. In altre parole si contesta che mancano le norme che individuano con certezza i veicoli storia, ponendo quindi i rispettivi proprietari nel dilemma se rischiare o meno il non-pagamento.

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Per poter circolare, comunque, tutti i veicoli sono assoggettati al pagamento di un’imposta sostitutiva annua, pari a Lire 50000 (25,82 Euro) per le autovetture e Lire 20000 (10,33 Euro) per i motocicli: questa va pagata all’Ufficio Postale, in una tabaccheria abilitata oppure presso le delegazioni A.C.I. (come per il pagamento della normale “Tassa di Possesso”).